Un approccio (troppo) ottimistico

Cosa sappiamo davvero sulle malattie cardiovascolari?

“L’80% delle malattie cardiovascolari è prevenibile”

È grazie a questa statistica che è iniziata la mia carriera da cardiologo. 

Ma allora perché la più grande causa di morte in occidente (oltre 230.000 morti all’anno solo in Italia) è anche una di quelle su cui possiamo davvero intervenire per cambiare le cose?

La verità è che oggi c’è un approccio (troppo) ottimistico rispetto alle malattie cardiovascolari. 

Pensiamo che sia una battaglia già vinta, purtroppo.

Dico purtroppo perché anche a causa di questa percezione, i fondi per la ricerca e la scoperta di nuovi farmaci sono sensibilmente inferiori rispetto a quelli di altre branche specialistiche. 

E se è vero che gli sforzi degli ultimi 50 anni sono riusciti a ridurre la mortalità delle cardiopatie, resta ancora moltissima strada da fare per ridurne la prevalenza (cioè quanti casi ci sono).

In altre parole, anche se stiamo salvando più vite rispetto al passato, ci sono ancora tantissime persone che si ammalano. 

Negli ultimi anni la frequenza di queste malattie è aumentata anche per l’invecchiamento della popolazione e per la maggiore sopravvivenza alle malattie croniche.

Ad esempio oggi si può sopravvivere all’infarto, una condizione che fino a pochi anni fa era una sentenza di morte.

La sfida di oggi quindi non sta più nella cura, ma nella prevenzione.

E per prevenire, dobbiamo prima comprendere in maniera approfondita la fisiopatologia di questa condizione.

La Masterclass sulla prevenzione cardiovascolare nasce proprio dalla volontà di condividere ciò che ho scoperto in anni di studio e ricerca personale, lavoro in ospedale ed esperienza diretta con migliaia di pazienti.

Vorrei fornire a quante più persone il “ricettario” delle azioni e dei comportamenti che, se ripetuti nel tempo, hanno dimostrato di abbattere il rischio cardiovascolare e promuovere un cuore forte, sano e longevo.

Condividerò tutto questo proprio nella mia prossima Masterclass sulla prevenzione cardiovascolare, che terrò il 12 ottobre.

Se come me “hai a cuore” 😉 questo argomento clicca qui ed iscriviti alla lista d’attesa.

Iscrivendoti riceverai tutti gli aggiornamenti e una serie di contenuti esclusivi sulla prevenzione cardiovascolare.

Tra i vari argomenti, nelle prossime email scoprirai:

  • Alcuni segnali fisici che possono indicare una predisposizione per le malattie cardiovascolari

  • Gli esami da fare che possono davvero salvarti la vita

  • Casi clinici reali in cui la prevenzione ha fatto la differenza

  • Perché i fattori di rischio tradizionali oggi non bastano più (e a quali dovresti prestare attenzione)

  • I falsi miti che circolano su alcol, uova e colesterolo.

  • Un’email speciale che ogni donna dovrebbe leggere

E molto altro ancora…

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Nel primo di questi contenuti (che invierò già sabato) scoprirai cosa c’entrano Steven Spielberg, George W.Bush e l’imperatore Adriano con le malattie cardiovascolari

Scommetto che non vorrai perdertelo.

In health!

Nicola

Il segno di Frank

Cosa c’entrano Steven Spielberg, George W.Bush e l’Imperatore Adriano con le malattie cardiovascolari?

Ciao,

nell’email di giovedì abbiamo visto come un approccio troppo ottimistico stia rallentando la prevenzione delle malattie cardiovascolari…

(se te la fossi persa puoi recuperarla facilmente dal link in fondo)

Oggi invece vorrei parlarti di qualcosa che in pochi (pochissimi) conoscono, un segno fisico che potrebbe indicare un rischio per la salute.

Partiamo dalla domanda con cui ho chiuso l’altra email:

Cosa c’entrano Steven Spielberg, George W.Bush e l’Imperatore Adriano con le malattie cardiovascolari?

Beh, oltre a essere tutti personaggi famosi, c’è una cosa che li accomuna: il “segno di Frank” 

…🤔

Si tratta di una semplice piega sul lobo dell’orecchio, niente di più. Eppure, per noi cardiologi nasconde un significato molto più profondo perché potrebbe predire un problema alle coronarie.

Questa caratteristica non è mai presente dalla nascita e di solito compare dopo i trent’anni di vita.

Secondo la teoria, il rischio cardiovascolare associato a questo segno cambia in base alla presenza su entrambe le orecchie, all’inclinazione, alla lunghezza ed alla profondità.

Il primo studio a parlarne fu pubblicato sul New England Journal of Medicine nel marzo del 1974. Da allora, centinaia di pubblicazioni hanno cercato di comprendere i meccanismi alla base di questo segno.

Qualche indizio?

Problemi circolatori, ma anche l’alterazione del metabolismo del collagene, la proteina più abbondante nei vasi sanguigni.

Parliamoci chiaro, il segno di Frank non è infallibile, ma ritengo che nell’inquadramento generale di una persona non vada sottovalutato. Insomma, il nostro corpo ci parla (anche con questi piccoli indizi)! 

E spesso lo fa molto prima che accada qualcosa di grave o irreparabile, ed è questo che rende prevenibili le malattie cardiovascolari.

Durante la Masterclass sulla Prevenzione Cardiovascolare avremo modo di approfondire questi argomenti (e non solo).

Se impariamo ad ascoltare e osservare il nostro corpo, interpretando i suoi segnali, saremo già sulla strada giusta per vivere a lungo e in salute.

Tra i segnali più importanti a cui dovremmo affidarci, ci sono anche alcuni esami che possono davvero fare la differenza, ma che purtroppo conosciamo e prescriviamo pochissimo…

Nella prossima email parleremo proprio di un esame (rapido, sicuro e indolore) che ha salvato la vita di un mio paziente (storia vera).

La riceverai martedì 26 settembre.

In health!

Nicola

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